San Pietro dei Latini: il tesoro perduto della Città di Naso

Una delle chiese più importanti di Naso, quella intitolata a San Pietro dei Latini, sorgeva nello spazio compreso tra la Casa del Fascio e Largo Bellini e fu demolita intorno agli anni trenta del Novecento. La denominazione “dei Latini” potrebbe avere due origini: una relativa al cognome dei due prelati che hanno donato le loro case per ingrandire l’edificio, tali Tommaso e Stefano Latino, l’altra distinguerebbe il rito che vi si professava, cioè latino invece di greco. Secondo Carlo Incudine sarebbe stata fondata non oltre il XVI secolo, a tre navate su colonne di pietra, con ingresso posto ad ovest, verso largo San Sebastiano e fu totalmente ricostruita ed ampliata in seguito ai danni subiti durante il terremoto del 25 agosto 1613.

La nuova costruzione seicentesca era divisa in tre navate, con colonne di muratura che sostenevano le arcate e la cupola, come si evince da un dipinto del XVIII secolo. All’interno si trovavano ben tredici altari: tra questi uno era dedicato al SS. Crocifisso, uno a San Gaetano, un altro dedicato a Maria SS. del Riparo ed un altro ancora a San Giovanni Evangelista; di pregiata fattura, tanto che «destavan meraviglia», l’altare marmoreo, il pergamo, l’organo con il suo «palchetto lavorato a finissimo intaglio» e la Cappella del Rosario, realizzata dallo scultore palermitano Bartolomeo Travaglia nel 1649, che oggi si trova all’interno della chiesa Madre intitolata ai SS Apostoli Filippo e Giacomo. Nella chiesa avevano la loro sede la Compagnia del SS. Rosario e quella di San Giovanni Battista. Un nuovo terremoto, questa volta nel 1739, danneggiò le strutture del campanile, gli archi e la cupola della chiesa e radendo al suolo la sacrestia. Il terremoto del 1783 creò danni tali che si dovette trasferire il culto nella chiesa di San Giovanni di Dio all’interno dell’Ospedale dei Bianchi.

Il successivo sisma avvenuto nel 1786 arrecò ulteriori danni alla chiesa e al campanile e, in seguito al sisma del 1823, la costruzione risultava ormai quasi totalmente abbattuta mentre, nel 1879, veniva posizionato l’orologio pubblico sul campanile ancora esistenza. Il 6 ottobre 1883 avvenne lo spostamento da San Pietro al Tempio di San Cono della sede parrocchiale e del culto nell’attuale Chiesa di San Giovanni. Il terremoto del 28 dicembre 1908 danneggiò irreparabilmente il campanile di San Pietro, tanto che i residenti nelle abitazioni limitrofe, temendo un crollo imminente, ne chiesero la demolizione. Nel paese si crearono due fazioni: l’una favorevole al restauro del campanile in quanto memoria dell’antica chiesa, l’altra alla demolizione in quanto pericolante. Alla fine del 1932, l’area ricavata dalla demolizione della Chiesa e del Campanile, fu concessa al Comune della Città di Naso dal Vescovo di Patti: quattro anni più tardi, il 22 dicembre 1936, il Comune deliberò quindi che si concedesse gratuitamente alla segretaria del fascio parte della suddetta area per la costruzione della futura «Casa del Fascio».

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