Il Museo di Arte Sacra di Naso è un tassello che si aggiunge al progetto globale della Diocesi di Patti di costruire nei centri nebroidei una vera e propria rete di realtà museali, collegate organicamente col Museo diocesano e interagenti con le testimonianze del rilevante patrimonio artistico dei singoli paesi. In questo contesto il singolo museo diventa elemento qualificante della cultura locale che si relaziona con gli altri beni culturali presenti nel territorio. Il museo è ospitato negli ambienti comunemente denominanti “le Catacombe di San Cono”, architettonicamente connessi con il sovrastante omonimo Tempio e recentemente ristrutturati e recuperati dalla condizione di degrado, ridando lustro indiscutibile all’intero contesto urbano.

L’insieme delle opere esposte è essenzialmente costituito da arredi liturgici provenienti dalle antiche Chiese della cittadina e da una serie di altri pezzi interessanti ed eterogenei variamente raccolti da ambiti ecclesiastici. Da questa collezione di opere d’arte testimoniane visive della fede maturata e consolidata attraverso i tempi, emana il gusto dell’epoca in cui furono realizzate ed esse stesse contribuiscono a dare forma al mosaico della microstoria cittadina proiettando il visitatore in un breve e significativo viaggio tra cultura e spiritualità.

Nel complesso si tratta di opere non semplicemente accostate l’una all’altra, ma impregnate di interessante identità culturale che riconducono a scultori, pittori,maestri e maestranze, che proprio qui evocano momenti di storia unica ed irripetibile. Non quindi opere di astratta e sterile contemplazione, ma frammenti vivi del passato di una comunità e di documenti indispensabili per ricostruire l’identità civile e religiosa. Sotto tale profilo sono quindi opere cariche di secoli di fede, storia e tradizione ancora radicate nella vita semplice e dignitosa della gente di Naso ed offrono al visitatore l’opportunità di ripensare e riscoprire un’eredità artistica e spirituale in una terra che è tutt’ora intrisa dalla sanità e dalle orme dell’anacoreta San Cono. Il museo, che si sviluppa in un percorso espositivo di circa 260 mq, risulta suddiviso in quattro sezioni.

Nella prima sezione sono esposte opere lignee che documentano nella forma plastica l’abilità di anonimi artigiani che operano su committenza della comunità locale a cui sta a cuore l’arredo delle proprie chiese. sono altresì interessanti le maioliche che evocano l’intensa attività dei “maiolicari” attivi a naso dal Quattrocento al Seicento. Proseguendo per il percorso, nella seconda sezione paramenti antichi ed una bronzea campana si offrono nella loro straordinaria bellezza a testimoniare la fecondità di laboratori e di artigiani dell’area nebroidea. Hanno una loro specifica valenza alcuni oggetti che appartenevano a pii sodalizi e confraternite, importanti testimonianze della vitalità religiosa nasense.

Nella terza sezione sono raggruppate tele ed opere lapidee. Nell’austera risonanza architettonica delle volte spicca fra tutte la “Madonna con Bambino dormiente”, tavola lignea di estrema raffinatezza, che risale ai primi decenni del Cinquecento e si ascrive alla cerchia di Joos van Cleve (Anversa 1485 ca. – 1540). Interessanti sono i due ovali attribuiti ad Olivio Sozzi (Catania 1690 – Ispica 1765) e la ricostruzione schematica della perduta “porta piazza”. La sezione quarta, costituita da piccoli vani comunicanti, raccoglie arredi argentei (calici, navicelle, turiboli, secchielli, ostensori, pissidi, reliquiari, crocifissi…). È di immediata percezione il loro pregio, poiché in tali arredi si manifesta la capacità creativa di artisti decoratori e maestranze che hanno saputo soddisfare le richieste delle committenze locali illuminate, imprimendo nel sensibile il proprio senso religioso e la devozione della comunità cristiana. In un’apposita sezione sono esposti oggetti votivi di particolare valenza antropologica, rimandanti ad una cultura religiosa carica di vibrazioni e di ricorrenza.

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